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Titolo: San Giovanni Evangelista |
| Anno: 1651 – 1652 | |
| Tecnica: Affresco | |
| Dimensioni: | |
| Città: Modena | |
| Collocazione: Chiesa di S. Biagio |
La datazione dei lavori di Mattia Preti a Modena, dove dipinse nella Cattedrale e nella chiesa del Carmine, sulla scorta di ritrovamenti documentari, è fissata tra il 4 ottobre del 1651 e il 28 marzo 1652 (Mancini 1998; Spike 1999). Nella prima data, infatti, Francesco Gualengo scrive a Francesco I d’Este che il pittore sarebbe partito da Roma il giorno successivo per dare inizio ai lavori, mentre nella seconda, Preti è sicuramente attestato a Roma per il censimento pasquale. Il 23 gennaio 1652, inoltre, il pittore aveva dichiarato che gli spettavano già duemila scudi per la parte di lavoro fino a quel giorno portata a termine.
La decorazione della chiesa carmelitana, che interessa la cupola, la volta del coro e il catino dell’abside, è interamente realizzata ad affresco e molto probabilmente fu eseguita da Preti durante i lavori di riammodernamento dell’edificio (Spike 1999).
[…]
Anche negli Evangelisti dipinti nei pennacchi, il pittore mostra una decisa reinterpretazione barocca delle stesse potenti immagini romane del Domenichino di Sant’Andrea della Valle, sensibilmente modificata attraverso la conoscenza di Bernini, il quale, della sua originale definizione barocca aveva dato ulteriore prova nella fontana dei Quattro fiumi di piazza Navona, inaugurata nel 1651, su cui Preti aveva ben riflettuto come dimostra la prima idea per un Evangelista dei pennacchi di Modena schizzata su un foglio custodito in collezione privata (Martinelli 1971; cfr. Spike 1999, n. 102 d.8) e finanche la monumentalità che la redazione finale degli Evangelisti estensi promana (Utili, in Napoli 1999).
La decorazione della chiesa carmelitana, che interessa la cupola, la volta del coro e il catino dell’abside, è interamente realizzata ad affresco e molto probabilmente fu eseguita da Preti durante i lavori di riammodernamento dell’edificio (Spike 1999).
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Anche negli Evangelisti dipinti nei pennacchi, il pittore mostra una decisa reinterpretazione barocca delle stesse potenti immagini romane del Domenichino di Sant’Andrea della Valle, sensibilmente modificata attraverso la conoscenza di Bernini, il quale, della sua originale definizione barocca aveva dato ulteriore prova nella fontana dei Quattro fiumi di piazza Navona, inaugurata nel 1651, su cui Preti aveva ben riflettuto come dimostra la prima idea per un Evangelista dei pennacchi di Modena schizzata su un foglio custodito in collezione privata (Martinelli 1971; cfr. Spike 1999, n. 102 d.8) e finanche la monumentalità che la redazione finale degli Evangelisti estensi promana (Utili, in Napoli 1999).
Giorgio Leone
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

