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Titolo: Il martirio di Sant’Orsola |
| Anno: 1678 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 396×197 | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: Chiesa di Sant’Orsola |
La leggenda di Sant’Orsola è stata ricamata con straordinaria fantasia nel medioevo, e da ciò dipende la sua duratura attrattiva. Orsola, una principessa vergine di rara virtù e sapienza, intraprese un pellegrinaggio a Gerusalemme accompagnata da undicimila vergini. Il loro gran numero costituiva una minaccia per i pagani romani, e le giovani fanciulle subirono il martirio a Colonia.
Nella pala di Preti la povera santa è indifferente alle frecce degli assassini mentre osserva Cristo che porta lo stendardo di vittoria cristiana. Sollevata su una piattaforma di legno, Sant’Orsola si trova in un’isola di serenità al centro di un vortice di crudeltà omicida. La tonalità scura del dipinto ben si accorda con il suo tragico tema.
Il Convento delle Orsoline a La Valletta godeva della protezione dell’Ordine di San Giovanni fin dal 1583. Diversi Gran Maestri fecero donazioni alla loro chiesa durante il XVII secolo (Denaro 1967, pp31-32). Tuttora priva di documentazione, questa pala d’altare della metà degli anni 1680 fu forse commissionata in concomitanza con la conferma accordata al convento dal Vescovo Balaguer il 10 maggio 1679 (Molina 1680-1700, f. 238v). Lo stile tardo del dipinto esclude la possibilità che si tratti della pala d’altare menzionata in un documento del 1640 recentemente rintracciato.
Il Martirio di Sant’Orsola, che è fra i dipinti più grandi dell’artista, rimase in buone condizioni fino ai primi anni 1990, quando un maldestro rivestimento con colla animale attirò un’infestazione da parte di coleotteri comuni della farina (tribolium). Un restauro d’emergenza nel 1995-96 è riuscito ad arrestare la devastazione. Il rapporto dei restauratori osserva un gran numero di pentimenti attribuibili a Preti, come pure evidenti passaggi di assistenza di bottega, prevedibili per un lavoro tardo di queste dimensioni.
Nella pala di Preti la povera santa è indifferente alle frecce degli assassini mentre osserva Cristo che porta lo stendardo di vittoria cristiana. Sollevata su una piattaforma di legno, Sant’Orsola si trova in un’isola di serenità al centro di un vortice di crudeltà omicida. La tonalità scura del dipinto ben si accorda con il suo tragico tema.
Il Convento delle Orsoline a La Valletta godeva della protezione dell’Ordine di San Giovanni fin dal 1583. Diversi Gran Maestri fecero donazioni alla loro chiesa durante il XVII secolo (Denaro 1967, pp31-32). Tuttora priva di documentazione, questa pala d’altare della metà degli anni 1680 fu forse commissionata in concomitanza con la conferma accordata al convento dal Vescovo Balaguer il 10 maggio 1679 (Molina 1680-1700, f. 238v). Lo stile tardo del dipinto esclude la possibilità che si tratti della pala d’altare menzionata in un documento del 1640 recentemente rintracciato.
Il Martirio di Sant’Orsola, che è fra i dipinti più grandi dell’artista, rimase in buone condizioni fino ai primi anni 1990, quando un maldestro rivestimento con colla animale attirò un’infestazione da parte di coleotteri comuni della farina (tribolium). Un restauro d’emergenza nel 1995-96 è riuscito ad arrestare la devastazione. Il rapporto dei restauratori osserva un gran numero di pentimenti attribuibili a Preti, come pure evidenti passaggi di assistenza di bottega, prevedibili per un lavoro tardo di queste dimensioni.
John T. Spike
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999

