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Titolo: Perdono di San Giovanni Crisostomo |
| Anno: 1640 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 244×1890 | |
| Città: Cincinnati (USA) | |
| Collocazione: Art Museum |
Giovanni Crisostomo nacque ad Antiochia intorno al 347 e morì in esilio a Comana nel Ponto nel 407. Nel 398, Crisostomo fu eletto Arcivescovo di Costantinopoli, e in quest’ufficio fu riformatore rigoroso e impopolare. E’ onorato come uno dei grandi dottori della Chiesa greci.
Preti sembra essere l’unico pittore europeo del seicento a ritrarre la leggenda medioevale di Giovanni Crisostomo penitente in catene.
Infatti, nè Cochin, nè Oretti, nè Lanzi sono riusciti ad identificare questa scena curiosa in cui l’infelice Crisostomo è assolto da un presunto assassino di molti anni prima, da un bambino che miracolosamente chiama l’eremita per essere battezzato. […] Il Perdono di San Giovanni Crisostomo fu probabilmente dipinto intorno al 1640 durante un momento di transizione lontano dalle origini rigorosamente caravaggesche dell’artista. La sua realizzazione sembrerebbe collocarsi fra il Cristo e l’adultera di Zurigo e il Sant’Andrea di Lucerna datato 1643. La delicatezza classicheggiante dei lineamenti della balia e i suoi elementi inconsueti per il Preti potrebbero tradire la mano di suo fratello Gregorio. Un capolavoro del primo periodo, quest’opera attirò l’attenzione dei turisti del Gran Tour a Bologna nel Settecento.
Preti sembra essere l’unico pittore europeo del seicento a ritrarre la leggenda medioevale di Giovanni Crisostomo penitente in catene.
Infatti, nè Cochin, nè Oretti, nè Lanzi sono riusciti ad identificare questa scena curiosa in cui l’infelice Crisostomo è assolto da un presunto assassino di molti anni prima, da un bambino che miracolosamente chiama l’eremita per essere battezzato. […] Il Perdono di San Giovanni Crisostomo fu probabilmente dipinto intorno al 1640 durante un momento di transizione lontano dalle origini rigorosamente caravaggesche dell’artista. La sua realizzazione sembrerebbe collocarsi fra il Cristo e l’adultera di Zurigo e il Sant’Andrea di Lucerna datato 1643. La delicatezza classicheggiante dei lineamenti della balia e i suoi elementi inconsueti per il Preti potrebbero tradire la mano di suo fratello Gregorio. Un capolavoro del primo periodo, quest’opera attirò l’attenzione dei turisti del Gran Tour a Bologna nel Settecento.
John T. Spike
Mattia Preti: catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999
Mattia Preti: catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999
Mattia e Gregorio collaborarono, a nostro giudizio, a questa magnus opus: in specifico, Mattia dipinse sicuramente la figura del Santo, mentre un’altra mano – più prudente, precisa e meno realistica – è responsabile dei lineamenti della fanciulla. Possiamo supporre che questa seconda mano sia stata di Gregorio: il fratello di Mattia, compagno di camera e, forse, precettore.
John T. Spike
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace, Roma 1989
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace, Roma 1989
L’immagine dell’opera è stata tratta da: John T. Spike – A brush with passion, MATTIA PRETI (1613-1699), nei testi: Spike Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999 e MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma, 1989 l’opera è riflessa (n.d.r.)

