221 – San Girolamo penitente

 

Titolo:  San Girolamo penitente
Anno:  seconda metà del nono decennio
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   157×122
Città:  Taverna
Collocazione:  Collezione Banca di Credito Cooperativo della Piccola Sila

Questa grande opera dell’ultimo periodo del Preti è dominata dalla opposizione della vigorosa figura del santo ai massi di roccia grigia, che il pittore usa come metafora dell’incrollabile fede e della ferma obbedienza ai comandamenti. San Girolamo (347-420) è ritratto intento a meditare sulle Sacre Scritture, all’interno di una grotta buia e disadorna. Sebbene egli sia rappresentato in età avanzata, il suo corpo è ancora pieno di vigore. La luce notturna è radente , ma fuggente, più simbolica della immaterialità che asservita alla definizione delle cose corporali.

Il Santo appare totalmente rapito dalla lettura della Bibbia poggiata sulla roccia. Nella iconografia cristiana, la roccia è il simbolo che rappresenta sia Cristo che la Chiesa che Cristo fondò su Pietro, il cui nome sia in latino che in greco significa anche roccia. Cristo è la pietra angolare della Chiesa. Tali significati vengono sottolineati dal Preti in quest’opera attraverso l’immagine di San Girolamo che, poggiato con tutto il suo peso sulla roccia, indica sia l’urgenza del suo impegno spirituale, sia la sua completa dipendenza dalla fede cristiana. Il ripiano di roccia, inevitabilmente evoca la forma dell’altare.

John T. Spike
Il taglio della luce – il chiaroscuro nella pittura di Mattia e Gregorio Preti – Viterbo, 2004