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Titolo: San Sebastiano |
| Anno: 1687 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 272×195 | |
| Città: Taverna | |
| Collocazione: Chiesa di San Domenico |
San Sebastiano, capitano delle Guardie Imperiali Romane condannato a morte in seguito alla sua conversione al Cristianesimo, fu legato a un albero e colpito con molte frecce, senza però morire. Dopo essere stato guarito dalle sante donne il coraggioso Sebastiano fu giustiziato a bastonate.
San Sebastiano, santo patrono di Taverna, è stato diffusamente venerato come protettore contro la peste. Nel corso della sua carriera, Preti ha dipinto numerose raffigurazioni di San Sebastiano, un tema al quale egli corrispondeva con una emotiva convinzione. Nel 1921, su un modello compilato per il Ministero dell’Istruzione, Frangipane descriveva questo quadro con termini che oggi rimangono ancora validi: “E’ una delle solite raffigurazioni che il Cav. Calabrese dipinse del Martire cristiano. Ma, mentre in S.M. dei Sette Dolori di Napoli il santo è rappresentato seduto, nella chiesa di Taverna è in piedi, vigorosa figura nuda, con la testa di scorcio, assai ispirata, lavoro magnifico nella robustezza della costruzione e la potenza della tonalità”. Più recentemente, Sgarbi (1986) ha scritto suggestivamente: “Mattia Preti compone con straordinaria sicurezza anche il suo San Sebastiano: è un eroe antico, spogliato dell’armatura, contro il corrusco fondo di Roma, atteggiato romanticamente entro una natura minacciosa”. La forza espressiva di questo quadro è tale che il visitatore si accorge appena dello spettro estremamente ristretto di colori che l’artista impiega nel suo buio stile caratteristico degli anni 1680 e 1690.
San Sebastiano, santo patrono di Taverna, è stato diffusamente venerato come protettore contro la peste. Nel corso della sua carriera, Preti ha dipinto numerose raffigurazioni di San Sebastiano, un tema al quale egli corrispondeva con una emotiva convinzione. Nel 1921, su un modello compilato per il Ministero dell’Istruzione, Frangipane descriveva questo quadro con termini che oggi rimangono ancora validi: “E’ una delle solite raffigurazioni che il Cav. Calabrese dipinse del Martire cristiano. Ma, mentre in S.M. dei Sette Dolori di Napoli il santo è rappresentato seduto, nella chiesa di Taverna è in piedi, vigorosa figura nuda, con la testa di scorcio, assai ispirata, lavoro magnifico nella robustezza della costruzione e la potenza della tonalità”. Più recentemente, Sgarbi (1986) ha scritto suggestivamente: “Mattia Preti compone con straordinaria sicurezza anche il suo San Sebastiano: è un eroe antico, spogliato dell’armatura, contro il corrusco fondo di Roma, atteggiato romanticamente entro una natura minacciosa”. La forza espressiva di questo quadro è tale che il visitatore si accorge appena dello spettro estremamente ristretto di colori che l’artista impiega nel suo buio stile caratteristico degli anni 1680 e 1690.
John T. Spike
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere – Firenze, 1997

