200 – Tomiri immerge la testa di Ciro in un otre di sangue

  Titolo:  Tomiri immerge la testa di Ciro in un otre di sangue
Anno:  1685 – 1689
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   174×213
Città: Parigi
Collocazione:  Museo del Louvre
Nel 1954 questo dipinto, con l’attribuzione a Mattia Preti, fu donato alle raccolte del Louvre da Madame Seydoux (Brejon de Lavergnée, Thiébaut 1981). Riesumato da Albert Chavanon (1995), presentava pesanti ridipinture che ne limitavano parzialmente la lettura; successivamente, confermata l’assegnazione pretiana, l’opera venne restaurata e collocata nelle collezioni permanenti del Museo parigino (Spike 2004).
Nel dipinto è raffigurato il momento cruciale della storia di Tomiri quando, alla regina, viene portata la testa mozzata dell’ambizioso Ciro di Persia; così come raccontato da Erodoto (Storie, I, 205-215), la sovrana sciita, accecata dall’odio, ordina ai suoi soldati che il macabro trofeo sia immerso in un otre di sangue. La scena si svolge in una successione di piani, il principale occupato dalla protagonista Tomiri, sulla destra, contro un ampio panneggio; attorno stanno soldati e cortigiani; uno di loro tiene la testa mozzata grondante di sangue del persiano e un altro alle sue spalle versa il sangue nell’otre aperto da due servitori.
I guerrieri massageti, accorsi per lo spettacolo, tradiscono sui volti un misto di smarrimento e stupore all’ordine dell’implacabile Tomiri.
[…]
L’impianto cromatico nell’opera, in cui predominano i toni dell’ocra e del marrone, è rinvigorito dagli accenti scarlatti del mantello di Tomiri e dalla veste del primo servitore; le figure in controluce si ispirano a modelli ribereschi, mentre la carnagione argentea di Tomiri rimanda al gusto del Guercino. L’impressione, osservando il dipinto, è di una semplificazione volontaria della tavolozza, nello stile tardo del maestro tavernese che, insieme alla riduzione delle masse degli elementi compositivi, declina una pittura all’apparenza attutita, ma, in realtà, rilevatrice di una concezione artistica e umana densa di meditazioni.
A.S.
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013