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Titolo: Visione di San Domenico, detto Cristo fulminante |
| Anno: 1681 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 425,4×188,3 | |
| Città: Taverna | |
| Collocazione: Chiesa di San Domenico |
Cristo, Re del Cielo, su un trono di nuvole, impugna un fulmine con cui si prepara a colpire la terra peccatrice. A suo lato, la Vergine Maria e san Domenico, inginocchiato sotto di lui, implorano pietà. San Domenico è identificato dai suoi attributi; le Regole dell’Ordine, i gigli che simbolizzano la purità e il cane (domini canes) che porta una fiaccola ardente.
Questa monumentale composizione è tradizionalmente intitolata Cristo fulminante e le fonti, specificatamente Domenicane, della sua iconografia non sono state finora riconosciute. Nell’agiografica Vita dell’Inclito e santissimo Domenico, Patriarca del Sagro Ordine de Predicatori del 1572, si descrive (p.122) la visione del santo di un Cristo irato che tiene tre fulmini nella sua mano “per isconfondere i peccatori della terra”. A destra, la Vergine intercede per conto dei peccatori del mondo.
La più nota rappresentazione di questo tema è un grande affresco dipinto, nel 1620, da Bernardo Strozzi nel coro di S. Domenico a Genova andato distrutto nel 1821, ma ricordato in un bozzetto autografo.
In questa composizione, San Domenico e San Francesco d’Assisi, inginocchiati, implorano la pietà di Cristo. L’iconografia della pala del Preti è la stessa, fatta eccezione per l’assenza di san Francesco.
Questa monumentale composizione è tradizionalmente intitolata Cristo fulminante e le fonti, specificatamente Domenicane, della sua iconografia non sono state finora riconosciute. Nell’agiografica Vita dell’Inclito e santissimo Domenico, Patriarca del Sagro Ordine de Predicatori del 1572, si descrive (p.122) la visione del santo di un Cristo irato che tiene tre fulmini nella sua mano “per isconfondere i peccatori della terra”. A destra, la Vergine intercede per conto dei peccatori del mondo.
La più nota rappresentazione di questo tema è un grande affresco dipinto, nel 1620, da Bernardo Strozzi nel coro di S. Domenico a Genova andato distrutto nel 1821, ma ricordato in un bozzetto autografo.
In questa composizione, San Domenico e San Francesco d’Assisi, inginocchiati, implorano la pietà di Cristo. L’iconografia della pala del Preti è la stessa, fatta eccezione per l’assenza di san Francesco.
John T. Spike
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere – Firenze, 1997

