178 – Sofonisba prende la coppa di veleno

  Titolo:   Sofonisba prende la coppa di veleno
Anno:  1675 – 1680
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   143,5×259
Città:  Melbourne – Australia
Collocazione:  National Gallery of Victoria
Alla raffigurazione del suicidio della moglie del re numida Massinissa, la giovane e bella Sofonisba, che si era uccisa bevendo il veleno da una coppa pur di non subire l’umiliazione di far parte del corteo di Scipione l’Africano, Mattia Preti si dedica a più riprese nel lungo arco della sua attività. Le vicende e il lodevole orgoglio della giovane figlia del condottiero cartaginese Asdrubale, prima data in sposa a Siface perché, lo separasse dai Romani, poi sposata da Massinissa, che se ne era innamorato dopo averne sconfitto il marito in battaglia, e infine coraggiosa fino a darsi la morte, erano state in origine narrate da Livio (Ab Urbe Condita, XXX, 15) e la storia aveva poi goduto di un certo successo all’interno della tradizione letteraria e figurativa degli exempla virtutis, soprattutto di quelli specificatamente dedicati a sottolineare il valore femminile, approdando inoltre al repertorio composito del Novelliere di Matteo Bandello (1,41).
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Qui la composizione, piuttosto semplificata nel numero delle figure, raggiunge un alto grado di intensità patetica, sfruttando stilemi e contrasti ancora di matrice caravaggesca: a Sofonisba artificialmente illuminata sulla destra, è accostata una anziana ancella che piange, e un paggio bambino che reca la coppa; Massinissa, in veste di guerriero e di ispiratore del tragico evento irrompe sulla sinistra.
F. C.
Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa, Napoli, 1999