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Titolo: Innalzamento della croce |
| Anno: 1655 – 1656 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: | |
| Città: Sambughè (comune di Preganziol – TV) | |
| Collocazione: Chiesa parrocchiale |
… Sempre il Fantuzzo precisa come il Crocifisso qui rappresentato diagonalmente presenta confronti con quanto rappresentato nel soffitto dell’Oratorio di San Giovanni a Malta e che il nudo della spalla e del dorso del manigoldo che alza la Croce richiamino la posizione, la modellazione plastica e la illuminazione del Preti delle sue opere migliori.
Il Pallucchini (1981) precisò come il Lumaga donatore sia esponente di una famiglia originaria di Piuro dei Grigioni stabilitasi a Venezia con cappella nella chiesa degli Scalzi. Lo studioso ricorda come inoltre sia pervenuta alla Galleria di Dresda alla metà del Settecento un dipinto del Preti, raffigurante la Liberazione di san Pietro proveniente da casa Ghelthof di Venezia. È questa un’opera che denota contatti con l’Innalzamento della croce di Sambughè in quanto in quest’ultimo dipinto il viraggio chiaroscurale evidenzia l’aggressiva costruzione di piani plastici scorciati secondo gli esempi tintoretteschi. Lo studioso precisa, inoltre, come i dipinti di Sambughè venivano a collimare con l’offensiva dei tenebristi in pieno sviluppo a Venezia.
Spike (1989) trova riscontri tra i piccoli e sottili lineamenti della testa di Cristo del dipinto raffigurante Cristo e la donna di Samaria e la Resurrezione di Lazzaro di Genova e le figure del Cristo davanti ad Erode di Sambughè (scheda n. 71), nonché sottolinea le affinità con la scena del Battista che rimprovera Erode nella quinta campata della volta della cattedrale di La Valletta, databile intorno al 1665.
Il Pallucchini (1981) precisò come il Lumaga donatore sia esponente di una famiglia originaria di Piuro dei Grigioni stabilitasi a Venezia con cappella nella chiesa degli Scalzi. Lo studioso ricorda come inoltre sia pervenuta alla Galleria di Dresda alla metà del Settecento un dipinto del Preti, raffigurante la Liberazione di san Pietro proveniente da casa Ghelthof di Venezia. È questa un’opera che denota contatti con l’Innalzamento della croce di Sambughè in quanto in quest’ultimo dipinto il viraggio chiaroscurale evidenzia l’aggressiva costruzione di piani plastici scorciati secondo gli esempi tintoretteschi. Lo studioso precisa, inoltre, come i dipinti di Sambughè venivano a collimare con l’offensiva dei tenebristi in pieno sviluppo a Venezia.
Spike (1989) trova riscontri tra i piccoli e sottili lineamenti della testa di Cristo del dipinto raffigurante Cristo e la donna di Samaria e la Resurrezione di Lazzaro di Genova e le figure del Cristo davanti ad Erode di Sambughè (scheda n. 71), nonché sottolinea le affinità con la scena del Battista che rimprovera Erode nella quinta campata della volta della cattedrale di La Valletta, databile intorno al 1665.
G. D. – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

