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Titolo: Cristo condotto da Erode |
| Anno: 1655 – 1656 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 201×260 | |
| Città: Sambughè (comune di Preganziol – TV) | |
| Collocazione: Chiesa parrocchiale |
Sconosciuti alla critica, i dipinti furono pubblicati nel 1955 dal Fantuzzo che ricorda come già nel 1937 avesse notato questa eccezionale presenza nel territorio trevigiano.
Al Fantuzzo si deve la pubblicazione di un apparato documentario che conferma l’autografia di questo dipinto e del suo pendant raffigurante l’Innalzamento della croce .
Infatti si deve allo studioso trevigiano il reperimento di importanti documenti presso l’Archivio Parrocchiale, oggi conservati presso l’Archivio della Curia di Treviso e rintracciati da don Lucio Bonora.
Un documento datato 1707 ricorda come nel 1667 il Signor Giovanni Andrea Lumaga fece collocare nella chiesa di Sambughè « … due Quadri grandi con cornici intagliate e dorate della Passione di Nostro Signore cioè uno rappresentane quando fu condotto Christo avanti ad Herode, l’altro quando l’inalzano posto in Croce tutti e due con figure al naturale, e meno, di mano del Cav. Mattia Preite, o Signor Calabrese … ritrovandosi detti quadri riposti uno per parte della Cappella dell’Altare Maggiore della Chiesa sudetta …».
[…]
Il Fantuzzo collocò l’esecuzione delle tele nel periodo napoletano del Preti, sottolineando la «composizione a blocchi di figure chiaroscurate e voluminose nei primi piani e di sagome in ombra nei piani secondari, le macchie lucide precisanti i particolari illuminanti, la disposizione dei piani di luce, il senso misterioso dell’atmosfera». In particolare nel dipinto raffigurante Gesù davanti ad Erode si riscontrano, sempre per il Fantuzzo, analogie evidenti con altri dipinti del Preti quali La resurrezione di Lazzaro della Galleria Nazionale di Roma, per esempio nella testa dell’uomo barbuto avvolta nel turbante alla destra di Gesù e nell’illuminazione del volto del Cristo, mentre la figura in alto a sinistra che protende la mano sopra la testa di Cristo nella Resurrezione di Lazzaro corrisponde alla oscura figura del demonio alato che si alza sopra la folla da sinistra verso il centro. Inoltre Erode, quantunque in atteggiamento diverso, presenta evidenti somiglianze con la figura di Baldassarre nel dipinto raffigurante appunto il Convito di Baldassarre del Museo di Capodimonte.
Al Fantuzzo si deve la pubblicazione di un apparato documentario che conferma l’autografia di questo dipinto e del suo pendant raffigurante l’Innalzamento della croce .
Infatti si deve allo studioso trevigiano il reperimento di importanti documenti presso l’Archivio Parrocchiale, oggi conservati presso l’Archivio della Curia di Treviso e rintracciati da don Lucio Bonora.
Un documento datato 1707 ricorda come nel 1667 il Signor Giovanni Andrea Lumaga fece collocare nella chiesa di Sambughè « … due Quadri grandi con cornici intagliate e dorate della Passione di Nostro Signore cioè uno rappresentane quando fu condotto Christo avanti ad Herode, l’altro quando l’inalzano posto in Croce tutti e due con figure al naturale, e meno, di mano del Cav. Mattia Preite, o Signor Calabrese … ritrovandosi detti quadri riposti uno per parte della Cappella dell’Altare Maggiore della Chiesa sudetta …».
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Il Fantuzzo collocò l’esecuzione delle tele nel periodo napoletano del Preti, sottolineando la «composizione a blocchi di figure chiaroscurate e voluminose nei primi piani e di sagome in ombra nei piani secondari, le macchie lucide precisanti i particolari illuminanti, la disposizione dei piani di luce, il senso misterioso dell’atmosfera». In particolare nel dipinto raffigurante Gesù davanti ad Erode si riscontrano, sempre per il Fantuzzo, analogie evidenti con altri dipinti del Preti quali La resurrezione di Lazzaro della Galleria Nazionale di Roma, per esempio nella testa dell’uomo barbuto avvolta nel turbante alla destra di Gesù e nell’illuminazione del volto del Cristo, mentre la figura in alto a sinistra che protende la mano sopra la testa di Cristo nella Resurrezione di Lazzaro corrisponde alla oscura figura del demonio alato che si alza sopra la folla da sinistra verso il centro. Inoltre Erode, quantunque in atteggiamento diverso, presenta evidenti somiglianze con la figura di Baldassarre nel dipinto raffigurante appunto il Convito di Baldassarre del Museo di Capodimonte.
G. D. – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

