![]() |
Titolo: Santa Caterina d’Alessandria in carcere riceve la visita di Faustina |
| Anno: 1641-1642 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 431,8×254 | |
| Città: Dayton | |
| Collocazione: Institute of Art |
Il dipinto raffigura l’incontro tra Faustina e Caterina nel carcere dove quest’ultima era stata rinchiusa dall’imperatore Massenzio o Massimino, marito di Faustina, come riporta Jacopo da Varagine nella Legenda aurea (cfr. Vitale Brovarone 1995, pp. 961-971), alla presenza di un folto numero di astanti. Tra questi sembrerebbe riconoscibile Porfirio, il capo delle guardie, proprio nel soldato dietro all’imperatrice, che, secondo il racconto, aveva accompagnato quest’ultima nella cella della Santa. La scena, impostata su diversi piani in altezza e in profondità, è incentrata sul dialogo tra le due donne e la luce che scende dall’alto a sinistra lascia in ombra il volto e tutta la parte anteriore del corpo di Faustina, in modo del tutto inusuale essendo la figura nel mezzo della tela, e, al contrario, illumina tutto il corpo di Caterina, indicandone la protezione divina e spostando il centro della composizione a destra. Tale sbilanciamento utile alla narrazione, è magistralmente riequilibrato con la disposizione degli altri personaggi che, tutt’intorno compongono una sorta di ellisse lasciando un varco in basso a sinistra, dove nella densa oscurità si intravedono i profili dei gradini della scala, messa come un proscenio, e dove, proprio sul lato opposto della Santa, sosta una donna vestita con i suoi stessi colori. In alto, nell’ampio spazio oscuro, su una nuvola, che porta all’interno della cella il cielo che si scorge oltre le grate, assiste un angelo tutto rivolto verso Caterina.
Giorgio Leone – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

