27 – Crocifissione di San Pietro

 

Titolo: Crocifissione di San Pietro
Anno: 1640-1646
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   335×242
Città: Grenoble
Collocazione: Musée de peinture et sculpture
Benché non si abbia alcuna notizia sulla commissione e la eventuale collocazione originaria di una pala di tale rilevanza, ne è nota nel dettaglio la storia dal momento del suo ingresso nelle collezioni della regina Cristina di Svezia, prima del 1687, per il tramite, verosimilmente, del cardinale Decio Azzolino, consigliere della sovrana negli acquisti d’arte e lui stesso amico e sostenitore di Preti; al successivo passaggio nella raccolta del duca d’Orléans, nel 1721; alla vendita in Inghilterra agli inizi de1l’800; e, infine, all’acquisto, nel 1828, da parte della città di Grenoble (cfr Loire in Parigi 1988). Stéphane Loire ha ipotizzato che potesse trattarsi di una pala eseguita per una chiesa di Roma, forse rifiutata dai committenti e rimasta pertanto in possesso dell’artista – o meglio di qualche intermediario, considerati i vari spostamenti di Preti – e proposta in seguito alla sovrana dall’Azzolino che era in contatto col pittore ancora al tempo del tanto sospirato passaggio al cavalierato di Grazia, presso l’Ordine di San Giovanni a Malta, che ricevette nel settembre 1661.
Quale sia stata l’origine del dipinto, esso si inserisce nel contesto delle grandi pale eseguite durante i primi anni ’40, nelle quali molto forte è il riferimento a Caravaggio stesso. Se, come si è visto, nei quadri da cavalletto di quegli anni il caravaggismo risulta piuttosto assimilato attraverso la cultura della manfrediana metodus, nelle grandi tele l’impressione dei capolavori del Merisi sembra ancora molto esplicita, per quanto filtrata dalla cultura maturata nell’ambiente artistico romano a cavallo fra il quarto e il quinto decennio del secolo. La rivisitazione di motivi chiaramente ripresi dal Merisi, viene rielaborata in spunti compositivi di
grande effetto ma senza la carica drammatica che avevano in Caravaggio: si pensi alla splendida idea dell’angelo che irrompe dall’alto sulla scena, chiaro ricordo da San Luigi dei Francesi ma anche delle Sette Opere di Misericordia.
Mariella Utili – Mattia Preti fra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999