![]() |
Titolo: Ciclo del soffitto di San Pietro a Maiella – Apoteosi di San Celestino |
| Anno: 1657-1658 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: | |
| Città: Napoli | |
| Collocazione: San Pietro a Maiella |
Nel maggio del 1657, Preti firmò un contratto con i Benedettini dove s’impegnò a consegnare cinque dipinti raffiguranti le storie di San Pietro Celestino, destinati al soffitto della navata centrale della chiesa e cinque tele con Santa Caterina d’Alessandria per il soffitto del transetto. Preti aveva terminato i dipinti prima del 22 giugno 1658; …
Nel 1916, Roberto Longhi -con il tipico entusiasmo per Preti- definì queste tele di S. Pietro a Maiella la controparte barocca delle Stanze di Raffaello, notando in particolare la “Angolosità irrefrenabile dell’ascesa di membra angeliche nello sforzo scalare del San Pietro Celestino in gloria“. Nel 1979, chi scrive espresse la sua opinione che “l’ottagono della Gloria di San Pietro fu la prima tela dipinta da Preti, poichè la maniera in cui è dipinta mostra una maggiore attenzione rispetto a qualsiasi altra tela e anche perchè lo stile delle figure assomiglia più nettamente a quello dei bozzetti della peste e della Madonna di Costantinopoli (Museo Nazionale di Capodimonte). I personaggi sono robusti, distintamente separati fra loro nello spazio con lineamenti fortemente caratterizzati”.
Nel 1916, Roberto Longhi -con il tipico entusiasmo per Preti- definì queste tele di S. Pietro a Maiella la controparte barocca delle Stanze di Raffaello, notando in particolare la “Angolosità irrefrenabile dell’ascesa di membra angeliche nello sforzo scalare del San Pietro Celestino in gloria“. Nel 1979, chi scrive espresse la sua opinione che “l’ottagono della Gloria di San Pietro fu la prima tela dipinta da Preti, poichè la maniera in cui è dipinta mostra una maggiore attenzione rispetto a qualsiasi altra tela e anche perchè lo stile delle figure assomiglia più nettamente a quello dei bozzetti della peste e della Madonna di Costantinopoli (Museo Nazionale di Capodimonte). I personaggi sono robusti, distintamente separati fra loro nello spazio con lineamenti fortemente caratterizzati”.
John T. Spike
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere – Firenze, 1997

