91 – Incoronazione della Vergine con i Santi Baronto e Desiderio


Titolo:  Incoronazione della Vergine con i Santi Baronto e Desiderio
Anno: 1657 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   300×200
Città: Pistoia
Collocazione:  Duomo
Le vicende storiche dell’Incoronazione della Vergine custodita nel Duomo di Pistoia non sono ancora del tutto chiarite, dal momento che le fonti documentarie non hanno consentito di risalire agli estremi precisi della genesi del dipinto. Tolomei (1821) segnala che, secondo una testimonianza di Sebastiano Bartolozzi del 1753, la prima commissione della tela venne proposta a Jacopo Vignali e soltanto in seguito dirottata su Mattia Preti, per un costo di 500 scudi. Chiti (1931) propone una cronologia dopo il 1664, legando il passaggio della committenza del dipinto alla morte di Vignali, avvenuta proprio in quell’anno. Mauceri (1936) rifiuta una data così tarda e propone di legare la realizzazione della tela all’iscrizione commemorativa del 1647 che celebra Giovanni Foresi, titolare dell’altare su cui l’opera è sistemata. Più recentemente, Chiara d’Afflitto (1992) ha associato l’esecuzione dell’Incoronazione della Vergine pistoiese alla volontà di Atto Benesperi di decorare l’altare dello zio Giovanni Foresi, proponendo una datazione al 1657, accettata anche da Spike (1999). La pala d’altare si caratterizza per la composizione convenzionale, che non riesce a brillare per dinamismo e vivacità, soprattutto nella parte superiore del dipinto: qui, in uno spazio abbastanza ridotto, si accalcano le figure di Padre, Figlio e Spirito Santo che incoronano il capo della Vergine umilmente inginocchiata. Tale gruppo, pur nei fluidi panneggi e nelle luci sugli incarnati, non ha l’ampio respiro dei personaggi in basso: l’Angelo Custode che indica la gloria celeste all’anima di un bambino e i due santi eremiti Desiderio e Baronto. I due uomini sono rappresentati nelle loro povere vesti, seduti sulla nuda pietra e a piedi scalzi, in uno scenario che richiama gli impervi luoghi pistoiesi dove i due condussero gran parte della loro vita virtuosa: provenendo dalla Francia, Baronto, nel cuore del VII secolo decide di stabilirsi sulla cima del Montalbano eleggendolo a severo romitaggio, e ben presto si uniscono a lui diversi compagni, tra cui Desiderio. La loro santità è confermata agli inizi dell’XI secolo, quando per volontà del vescovo di Pistoia nel luogo della loro sepoltura viene fondato un monastero benedettino, sancendo la fortuna del loro culto sul territorio.
 
S.S. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013