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Titolo: Trionfo di Sileno |
| Anno: 1633 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 125×270 | |
| Città: Tours | |
| Collocazione: Musée des Beaux Arts |
Attribuita un tempo a Poussin o al suo ambito, o persino ritenuta modello per un arazzo (1891), la tela venne sequestrata dalle truppe francesi, nel 1799, dalle sale della Galleria Reale di Torino insieme al Mosè di Montpellier. Come per quest’ultimo, il dipinto fu restituito a Preti dal Longhi nel 1943, nel contesto della ricostruzione di un corpus di opere giovanili del maestro, nel quale lo studioso metteva in evidenza che l’interesse per le correnti neovenete, in auge a Roma fra gli anni ’30 e ’40, si alternava a quello verso il caravaggismo, «due ‘modi’ ormai storici del gusto; forse un’adesione personale alla metodica poussiniana dei ‘modi’ … da variarsi a seconda degli argomenti da dipingere» (Longhi 1943).
[…] In questa tela Preti paga il suo tributo, con il soggetto più canonico ispirato al mito dell’età dell’oro, a una tendenza che nella sua evoluzione lo porterà ad una pittura più aperta e ad una pennellata più libera, fondendosi armonicamente con le componenti caravaggesche, guerciniane e napoletane della sua composita cultura.
Memore del Trionfo di Bacco del Cortona per i Sacchetti, Preti colloca sulla sinistra della composizione il Sileno panciuto sorretto, sull’asino cadente, da due compari gaudenti; una moltitudine di ninfe e satiri popolano la lunga tela di singoli episodi che contribuiscono a creare l’atmosfera di diffusa sensualità che il dipinto vuole ispirare. Anche qui le figure femminili, con le guance arrossate, le carni turgide, e le vesti in stoffa raffinata, diventano prototipi cui Preti farà ricorso non soltanto nell’ambito di dipinti così dichiaratamente ‘neoveneti’; non mancano pose particolarmente studiate o primi accenni ad ulteriori motivi che ritorneranno frequentemente nella sua produzione (figure viste di spalle con la testa girata di lato, o aggrappate a tronchi d’albero).
[…] Il gioco delle ombre e delle luci tuttavia, piuttosto che vicino alle soluzioni più propriamente neovenete, vale a dire più morbide e soffuse, si rivela ancora contrastato con energia, come se l’adesione al nuovo ‘modo’ restasse filtrata da un’attenzione luministica ancora di tipo caravaggesco: ne sono prova il taglio d’ombra sulla pancia di Sileno, così come il fascio di luce diretta che sottolinea i brani salienti della composizione, valga per tutti l’amorino alato al centro della tela, o la scena di seduzione tra satiro e ninfa.
[…] In questa tela Preti paga il suo tributo, con il soggetto più canonico ispirato al mito dell’età dell’oro, a una tendenza che nella sua evoluzione lo porterà ad una pittura più aperta e ad una pennellata più libera, fondendosi armonicamente con le componenti caravaggesche, guerciniane e napoletane della sua composita cultura.
Memore del Trionfo di Bacco del Cortona per i Sacchetti, Preti colloca sulla sinistra della composizione il Sileno panciuto sorretto, sull’asino cadente, da due compari gaudenti; una moltitudine di ninfe e satiri popolano la lunga tela di singoli episodi che contribuiscono a creare l’atmosfera di diffusa sensualità che il dipinto vuole ispirare. Anche qui le figure femminili, con le guance arrossate, le carni turgide, e le vesti in stoffa raffinata, diventano prototipi cui Preti farà ricorso non soltanto nell’ambito di dipinti così dichiaratamente ‘neoveneti’; non mancano pose particolarmente studiate o primi accenni ad ulteriori motivi che ritorneranno frequentemente nella sua produzione (figure viste di spalle con la testa girata di lato, o aggrappate a tronchi d’albero).
[…] Il gioco delle ombre e delle luci tuttavia, piuttosto che vicino alle soluzioni più propriamente neovenete, vale a dire più morbide e soffuse, si rivela ancora contrastato con energia, come se l’adesione al nuovo ‘modo’ restasse filtrata da un’attenzione luministica ancora di tipo caravaggesco: ne sono prova il taglio d’ombra sulla pancia di Sileno, così come il fascio di luce diretta che sottolinea i brani salienti della composizione, valga per tutti l’amorino alato al centro della tela, o la scena di seduzione tra satiro e ninfa.
Mariella Utili – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa, Napoli 1999

