614 – Apostolo

 

Titolo: Apostolo
Anno: 1635 ca.
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 97 x 73,5
Città: Torino
Collocazione: Galleria Giamblanco
Questa bella effigie di vegliardo costituisce, a parere di Keith Sciberras e di chi scrive, un’aggiunta assai significativa ai primi anni romani di Mattia Preti. Devo alla generosità di Umberto Giacometti la conoscenza della tela -comparsa sul mercato portoghese nell’inverno del 2018- e a Francesco Gatta l’indicazione della sua attuale ubicazione.
[…]
L’opera costituisce una delle prime e più felici riprese del linguaggio caravaggesco da parte del giovane Mattia, che recuperò i tipi merisiani del san Pietro, del san Girolamo e del san Matteo alla luce dei celebri Apostolati dipinti a Roma da Ribera […]. L’insistito naturalismo del volto quasi di spalle il suo portamento “eroico”, l’anticonvenzionalità della posa e il trattamento scabro della materia pittorica -tutta giocata sui toni bruni- sono resi dal pittore attraverso  la stessa sintassi di luce e colore che contraddistingue le sue altre primizie, già avvicinate da Roberto Longhi alle atmosfere lunari e agli esiti «bronzei e tetri del Caracciolo» napoletano (Longhi 1943, p. 61).
[…]
L’apostolo, pressochè sovrapponibile al san Pietro raffigurato da Mattia nel Cristo e la Cananea (della Galleria Colonna, ndr.), tiene sul braccio sinistro un libro aperto e brandisce con la mano destra un’alabarda, poi modificata dal pittore in corso d’opera. […] Tali attributi, piuttosto comuni in questo genere di raffigurazioni, sono attestati nella tradizione iconografica di almeno cinque discepoli di Cristo: Mattia, Giuda Taddeo, Tommaso, Giacomo Maggiore e Simone Zilota. L’identificazione dell’apostolo in questione appare dunque assai difficile.

Yuri Primarosa
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 156