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Titolo: San Girolamo |
| Anno: 1640 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 92×62 | |
| Città: | |
| Collocazione: Collezione privata |
La tela caratterizzata dalla straordinaria qualità di esecuzione e da affascinanti effetti luministici, è stata pubblicata per la prima volta da John T. Spike. Tra il dicembre 2004 ed il gennaio 2005 il quadro è stato esposto al Palazzo degli Alessandri di Viterbo insieme ad altri importanti dipinti del Cavalier Calabrese nella mostra “Il taglio della luce. Il chiaroscuro nella pittura di Mattia e Gregorio Preti.
All’interno del corpus delle opere pittoriche del Preti si tratta con ogni probabilità della prima rappresentazione di San Girolamo, iconografia che il pittore ha eseguito frequentemente nel corso della sua lunga e brillante attività artistica.
Il dipinto è databile ai primi anni ’40 e appartiene alla sua produzione giovanile, quando il pittore era particolarmente legato allo stile caravaggesco. Oltre alle vibranti lumeggiature di caravaggesca memoria si riscontrano evidenti influenze del Guercino che rendono più articolato e complesso il linguaggio stilistico adottato dall’autore e lasciano supporre che l’esecuzione del san Girolamo sia avvenuta successivamente a un presumibile ma non documentato viaggio in Emilia.
Si notano forti affinità con il Sansone che resiste alla cattura dei Filistei del Museo d’Arte di Ginevra (scheda 239), realizzato tra la fine del quarto e l’inizio del quinto decennio, e con il Perdono di San Giovanni Crisostomo del Museo di Cincinnati (scheda n. 240), in cui la figura del santo incatenato richiama da vicino quella raffigurata nel quadro in esame.

