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Titolo: Cristo risorto |
| Anno: 1653 – 1660 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 102×157 | |
| Città: | |
| Collocazione: Mercato antiquario |
L’opera è da accostare, per le soluzioni formali e stilistiche, alle composizioni realizzate dall’artista dopo la metà del sesto decennio, nel felice periodo napoletano (1653-1660) o nel primo periodo maltese (1661-1669). In questi anni il pittore ha ormai definito il suo stile in modo più personale all’interno del realismo figurativo diffuso a Napoli, elaborando una pittura più complessa in cui confluiscono il realismo di Caravaggio, il colorismo veneziano di Veronese ed i toni più accesi e drammatici del Guercino, mutuati durante il suo soggiorno in Italia settentrionale (1630-1640).
In questa tela numerosi sono i richiami ad altre opere note dell’artista. I potenti effetti chiaroscurali e la precisa definizione dei dettagli anatomici richiamano il famoso S. Sebastiano del Museo di Capodimonte che Preti dipinse intorno al 1656, mentre la monumentalità della figura che si staglia nel cielo plumbeo lo avvicina ad una delle più vigorose composizioni dell’artista il Sant’Andrea apostolo a Malta eseguito nella metà del settimo decennio del secolo.
In accordo con la narrazione evangelica Preti limita la scena alla figura centrale del cristo colto nell’atto di uscire dal sepolcro alla presenza dei soldati armati, risolta in una composizione dalla forte tensione dinamica e caratterizzata dai tipici tagli diagonali del pittore.
In questa tela numerosi sono i richiami ad altre opere note dell’artista. I potenti effetti chiaroscurali e la precisa definizione dei dettagli anatomici richiamano il famoso S. Sebastiano del Museo di Capodimonte che Preti dipinse intorno al 1656, mentre la monumentalità della figura che si staglia nel cielo plumbeo lo avvicina ad una delle più vigorose composizioni dell’artista il Sant’Andrea apostolo a Malta eseguito nella metà del settimo decennio del secolo.
In accordo con la narrazione evangelica Preti limita la scena alla figura centrale del cristo colto nell’atto di uscire dal sepolcro alla presenza dei soldati armati, risolta in una composizione dalla forte tensione dinamica e caratterizzata dai tipici tagli diagonali del pittore.

