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Titolo: Liberazione di San Pietro |
| Anno: 1650 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 205×226 | |
| Città: Dresda | |
| Collocazione: Gemäldegalerie Alte Meister |
Il soggetto fu più volte trattato da Mattia Preti nel corso della sua attività. De Dominici segnala l’esecuzione di un «S. Pietro che dalla prigione vien liberato dall’Angelo che fu gradito dal cardinale [Giulio Rospigliosi, allora in realtà non ancora elevato al rango di cardinale] a segno tale, che stimò bene di presentar Mattia a Papa Urbano, e a D. Olimpia Aldobrandini». Il biografo ricorda inoltre il dipinto acquistato dal commendatore Parisi di Napoli, identificato con il quadro oggi a Vienna presso la Gemaldegalerie der Akademie der Bildende Kiinste.
Il dipinto di Dresda è datato intorno al 1650 (Spike 1999) ed è ritenuto appena posteriore al quadro oggi a Lugano, Fondazione Thyssen-Bornemisza, ma di epoca senz’altro precedente al Figliol prodigo di Vienna, per il quale è stata avanzata una datazione intorno al 1666 circa (Spike 1979; Utili in Napoli 1999).
Il dipinto di Dresda è datato intorno al 1650 (Spike 1999) ed è ritenuto appena posteriore al quadro oggi a Lugano, Fondazione Thyssen-Bornemisza, ma di epoca senz’altro precedente al Figliol prodigo di Vienna, per il quale è stata avanzata una datazione intorno al 1666 circa (Spike 1979; Utili in Napoli 1999).
M. C. G. – Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999

