328 – Lucrezia

  Titolo:   Lucrezia
Anno:  1670 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  208×156
Città:
Collocazione:  Collezione privata
La fine di Lucrezia, matrona romana virtuosa, suicidatasi dopo la violenza subita da Sesto, figlio di Tarquinio il Superbo, dà l’impulso determinante della rivolta del popolo di Roma contro il dominio etrusco, sfociata nell’instaurazione della repubblica, i cui primi due consoli furono Lucio Giunio Bruto, fomentatore della sommossa, e Tarquinio Collatino, marito di Lucrezia (Livio, Ab urbe condita, I, 57-59; Ovidio, Fasti, 725-852).
La storia – trattata da molti artisti lungo l’arco del Seicento, nei suoi diversi episodi – viene colta da Preti nel momento di più alta drammaticità. Sul fondo scuro l’incarnato perlaceo della donna, incorniciato dal pittoricismo vibrante della camicia lacerata ed esaltato da un fascio di luce laterale potente, richiama la figura di santa Caterina nella scena di martirio oggi al National Museum di La Valletta o la Sofonisba riceve la coppa di veleno in collezione privata e databile nel corso degli anni sessanta, cui sembra rimandare anche l’ampio mantello ocra in primo piano, che ricade a pieghe larghe sul tappeto rosso vivo (Mattia Preti tra Roma, Napoli, e Malta 1999, pp. 168-169). L’interesse nei confronti della pittura veneta, cara al pittore, viene tradotto in linguaggio apertamente barocco. Il cromatismo intenso, reso con una stesura compatta del colore, trova riscontri calzanti nella produzione del primo tempo maltese, a partire dalla grande pala con il Martirio di santa Caterina inviata nell’isola mentre il pittore lavorava ancora a Napoli, nel 1659, per la chiesa di Santa Caterina d’Italia a La Valletta, o la Conversione di san Paolo per la cappella di Francia nella Co-Cattedrale di San Giovanni, sempre a Malta, datata al 1667.
Mariella Utili
Mattia Preti tra Caravaggio e Luca Giordano – Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2013