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Titolo: Partita a dama |
| Anno: 1630 – 1635 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 120,6×156,2 | |
| Città: Londra | |
| Collocazione: Collezione Benedict Nicolson |
In ciascuna di queste opere [il Concertino di Alba – scheda n. 20 -, Negazione di San Pietro del Museo di Carcassonne – scheda n.249 – e quest’opera] costituiscono un gruppo di opere giovanili dell’artista, che possono, a ragione, essere considerate della prima metà degli anni 1630. In ciascuna di queste opere, il giovane artista maschera la propria inesperienza in composizione compensandola con l’interesse che destano le sue solide figure. Egli intenzionalmente limita il campo dei problemi pittorici da risolvere. I rapporti spaziali tra le figure sono mantenuti a un grado minimo di complessità; di solito la semplice prospettiva dei bordi di un tavolo serve a mettere in relazione reciproca i personaggi. Il ruolo giocato da espedienti simili diviene purtroppo evidente ad un esame attento o in loro assenza. Mattia deve ancora imparare come alleggerire l’opacità del tenebroso piano di fondo del quadro allo scopo di suggerire l’atmosfera o invisibili profondità spaziali.
John T. Spike
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma, 1989

