281 – Eraclito e Democrito

 

Titolo:   Eraclito e Democrito
Anno: 
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 125×175
Città:  Città del Vaticano
Collocazione:   Musei Vaticani
Le due opere [questa e Platone ed Diogene, scheda n. 280] provengono dalla collezione Sacchetti, dove si rintracciano per la prima volta, con l’attribuzione al Ribera, in un inventario reso noto da Merz (1991) come «Sacchetti 1688 a» […] Sembra possibile desumere dall’erronea attribuzione che le tele non vennero commissionate dai Sacchetti  dal momento che le opere ordinate direttamente compaiono in genere nelle liste dei quadri Sacchetti con il corretto riferimento. In favore di una committenza Sacchetti si è invece pronunciato John T. Spike (1999).
Nel 1725 i due quadri furono concessi in prestito dai Sacchetti all’annuale mostra di San Salvatore in Lauro, dove vennero elencati da Giuseppe Ghezzi sotto il nome di Mattia Preti, attribuzione mantenuta sia nell’inventario della collezione redatto dal medesimo Ghezzi nel 1726 sia nella stima dei quadri Sacchetti destinati alla vendita al Campidoglio, compilata nell’autunno del 1747 da Giovanni Paolo Panini e Giuseppe Zoboli. Anche nelle guide sette-ottocentesche della Pinacoteca Capitolina e nell’inventario del 1839 della raccolta viene riportato il riferimento all’artista calabrese.
La tela con Eraclito e Democrito (il soggetto non compare nelle citazioni inventariali e nelle guide, che invece sono più corrette per il quadro ‘compagno’) venne tolta dagli ambienti espostivi durante il riallestimento successivo all’arrivo in Campidoglio della Santa Petronilla di Guercino (1818), per essere poi definitivamente spostata nelle raccolte vaticane negli anni Trenta del secolo scorso (Pietrangeli 1981-1983) Sia il dipinto capitolino – peraltro rimasto sempre in esposizione, con la corretta attribuzione – sia soprattutto il quadro vaticano sono stati tenuti in disparte dalla letteratura artistica sul pittore di Taverna; solo in qualche occasione la tela del Campidoglio (e da ultimo, in una ristampa del volume monografico del 1995, anche il pendant della Vaticana) è stata riprodotta nelle monografie sull’artista, spesso senza annotazioni critiche e talvolta con riferimenti tecnici non esatti, fino alla recente e corretta scheda di Spike (1999).
S.G.  Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999