271 – La guarigione dell’idropico (attribuito a Gregorio)

  Titolo:   La guarigione dell’idropico
Anno: 
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 125×300
Città:  Napoli
Collocazione:   Collezione privata
Il dipinto, assolutamente inedito, è recentemente comparso sul mercato antiquario napoletano, proveniente da una collezione romana. Un quadro di tal genere sembra assolutamente ignoto alle fonti letterarie relative a Mattia Preti, mentre sono ancora in corso indagini sulle fonti documentarie.
Il miracolo della guarigione dell’idropico viene raccontato nel solo Vangelo di Luca (cap. 14, 1-6): un sabato Gesù si era recato per pranzare nella casa di uno dei capi dei Farisei e qui guarì un idropico che gli si era presentato davanti. I Farisei e i Dottori della Legge presenti mostrarono grave disappunto nei confronti di Cristo, che aveva operato il prodigio nel giorno del sabato trasgredendo la legge antica, ma questi prontamente replicò: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato»; gli astanti tacquero attoniti.
In accordo col testo evangelico, la scena è ambientata in un interno; le figure sono disposte lungo tutta la dimensione della grande tela, che trova affinità stilistiche e compositive con il Concerto dell’Albertina di Torino: la figura dell’uomo malato mostra una notevole somiglianza con l’immagine alle spalle della sonatrice di spinetta posta all’estrema destra della tela torinese. Ancor più evidenti sono le analogie con il Pagamento del tributo della moneta della Galleria Doria Pamphilj di Roma. Uno dei personaggi della Guarigione, presentato di spalle e vestito con una tunica blu verderame e un mantello marrone bruciato (identificabile con uno dei Farisei o forse con l’apostolo Pietro), rinvia alla figura di spalle accanto al Cristo del Tributo: ambedue offrono infatti gran parte della loro dimensione corporea all’azione di tornitura plastica esercitata dalla luce per definire le volumetrie e i panneggi.
V. P.
Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999