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Titolo: La visita della regina di Saba a Salomone |
| Anno: | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 230×309 | |
| Città: Schloss Rohrau (Austria) | |
| Collocazione: Graf Harrach’sche Familiensammlung |
L’incontro tra Salomone e la regina di Saba, venuta dall’Arabia con un folto seguito e molti doni per il re, attirata dalla fama della sua saggezza (I Re 10,1-13), si svolge in una cornice particolarmente fastosa, nella quale Preti ha modo di attingere al suo inesauribile repertorio teatrale.
Di nuovo la sapienza pittorica si applica ad una resa di effetto di suppellettili, stoffe e particolari narrativi, così come la ricerca di particolari effetti luministici sembra concentrarsi sui volti di molte figure secondarie delineate interamente nell’ombra, espediente di successo più volte utilizzato dal maestro sin dai suoi esordi.
Il gruppo dei dignitari al seguito della regina è certamente il brano più riuscito della tela, contrapposto alla impostazione più statica della regina stessa, e trova agganci significativi con il dipinto con Giobbe visitato dagli amici di Bruxelles, mentre l’armigero a mezzo busto in basso a destra è divenuta ormai la ripetitiva traduzione in chiave barocca di una idea di lontana ascendenza caravaggesca.
Sembra ancora forte il legame con dipinti quali il Martirio di santa Caterina, offerto per la chiesa omonima dei Cavalieri della nazione d’Italia a La Valletta per meritare la promozione al grado di Cavaliere di Grazia in seno all’Ordine di Malta. Benché precedente, il Martirio sembra mostrare maggiori analogie con la tela Harrach che non gli scomparti della volta di San Giovanni a La Valletta, cronologicamente più prossimi ma eseguiti con una tecnica e un supporto differenti.
Siamo ancora in una fase della produzione pretiana nella quale la continua rielaborazione di idee compositive o soluzioni particolari riesce a mantenere una relativa vivacità e un elevato livello qualitativo, livello che andrà inesorabilmente scemando di pari passo al più massiccio intervento della bottega.
Di nuovo la sapienza pittorica si applica ad una resa di effetto di suppellettili, stoffe e particolari narrativi, così come la ricerca di particolari effetti luministici sembra concentrarsi sui volti di molte figure secondarie delineate interamente nell’ombra, espediente di successo più volte utilizzato dal maestro sin dai suoi esordi.
Il gruppo dei dignitari al seguito della regina è certamente il brano più riuscito della tela, contrapposto alla impostazione più statica della regina stessa, e trova agganci significativi con il dipinto con Giobbe visitato dagli amici di Bruxelles, mentre l’armigero a mezzo busto in basso a destra è divenuta ormai la ripetitiva traduzione in chiave barocca di una idea di lontana ascendenza caravaggesca.
Sembra ancora forte il legame con dipinti quali il Martirio di santa Caterina, offerto per la chiesa omonima dei Cavalieri della nazione d’Italia a La Valletta per meritare la promozione al grado di Cavaliere di Grazia in seno all’Ordine di Malta. Benché precedente, il Martirio sembra mostrare maggiori analogie con la tela Harrach che non gli scomparti della volta di San Giovanni a La Valletta, cronologicamente più prossimi ma eseguiti con una tecnica e un supporto differenti.
Siamo ancora in una fase della produzione pretiana nella quale la continua rielaborazione di idee compositive o soluzioni particolari riesce a mantenere una relativa vivacità e un elevato livello qualitativo, livello che andrà inesorabilmente scemando di pari passo al più massiccio intervento della bottega.
Mariella Utili
Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999
Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

