238 – Orfeo e Euridice

  Titolo:  Orfeo e Euridice
Anno:  1642 – 1645
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   223×323
Città:  Zurigo
Collocazione:   Kunsthaus
Il quarto libro delle Georgiche di Virgilio contiene la versione più completa dell’antico mito della discesa di Orfeo agl’inferi per ritrovare la moglie deceduta Euridice. Egli riuscì ad incatenare i mostri dell’Ade e persino gli dei, Plutone e Persefone, con la musica della sua lira. Preti ha riempito la sua composizione di riferimenti ai più celebri abitanti del sottosuolo, poichè, secondo il poeta, mentre Orfeo suonava, la ruota d’Issione, smise di girare, la pietra di Sisifo rimase ritta da sola.
Tantalo dimenticò la fame, e così via.
Il dipinto è una delle più memorabili interpretazioni di un tema classico, databili ai primi anni della maturità, intorno al 1642-45.
L’interesse mostrato nel ritrarre dei seducenti nudi femminili è un’eccezione nell’opera di Preti, e indicherebbe l’effetto esercitato da un particolare committente.
John T. Spike
Mattia Preti. Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze 1999