229 – Sant’Ambrogio

  Titolo:  Sant’Ambrogio
Anno: 
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   102×75
Città: Catania
Collocazione:  Pinacoteca di Castello Ursino
«Il venerabile vescovo era poi uomo di grande astinenza e di molte veglie e fatiche, e macerava il corpo con quotidiano digiuno … Grande era anche l’assiduità alla preghiera, di giorno e di notte. E non esitava a scrivere libri di sua mano, se non quando ne lo impedisse qualche infermità fisica» (così scriveva il diacono del vescovo di Milano , Paolino nel 422). Questo dettaglio dovette attirare in modo particolare l’attenzione di Paolino, che fu accanto ad Ambrogio a Milano negli ultimi tre anni di vita del vescovo, giacchè era costume, al tempo dell’Impero romano, per i vescovi come per tutti i funzionari, dettare i loro scritti agli scribi.
Il Preti ha rappresentato il coraggioso e ascetico vescovo di Milano seduto al suo scrittoio, con una penna in mano. Il Dottore della Chiesa potrebbe in procinto di comporre uno dei suoi commentari alle Sacre Scritture, oppure di scrivere una delle numerosissime lettere a imperatori e vescovi. La sferza che tiene nell’altra mano è un ricordo simbolico della penitenza imposta dal vescovo a Teodosio per lettera, seguita da scomunica, per aver ordinato un massacro a Tessalonica.
John T. Spike
Mattia Preti e l’Ordine di San Giovanni tra la Calabria e Malta – Electa Napoli, 1999