
Nell’opera c’è, a mio avviso, un ricordo della pala di Castelfranco di Giorgione. La figura della Vergine posta su un alto trono sollevato notevolmente da terra, nonchè l’arazzo su cui poggia i piedi e l’alto schienale posto alle spalle.
Diversamente da Giorgione Mattia Preti ci fa intuire la profondità della scena non solo attraverso le figure di S. Benedetto e Santa Scolastica che quasi a formare una sola si innalzano verso la Vergine. Ma sopratutto attraverso i gradini posti in primo piano su cui sono “disseminati” i simboli di S. Pietro: la mitra, il messale, lo stemma papale (posto allo stesso posto dello stemma della Pala di Castelfranco), ed il vincastro.
