166 – Cristo deriso

  Titolo:   Cristo deriso
Anno:  1670 – 1675
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   133,8×104
Città:  Mdina – Malta
Collocazione:  Museo della Cattedrale
Questo superbo dipinto da cavalletto è stato venerato nell’oratorio della Cattedrale fino a quando venne trasferito nel Museo della Cattedrale nel 1968. Sebbene le sue origini siano ancora avvolte nell’incertezza, si presume che sia stato donato alla cattedrale nelle prime decadi del Diciottesimo secolo in seguito ad un decreto promulgato durante la visita pastorale del 1714 da parte del vescovo Giacomo Canaves (1713-21), il quale ordinò la costruzione di un oratorio riservato alla devozione privata dei canonici (AAM Canaves, VP 29, 1714-17).
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La passione di Cristo fu una fonte di ispirazione fondamentale per Mattia Preti ed il Cristo Deriso può essere descritto come una delle migliori interpretazioni dell’episodio, ricco di pathos e di una profonda emozione spirituale ed evocante la missione dell’uomo sofferente. Questo episodio della passione riflette sublimità attraverso l’umiltà, come predetto dal profeta Isaiah quando parlò del Servo Sofferente consapevole del dolore (Is. 53, 3).
La posizione arrendevole di Cristo in questa tela riflette la sua accettazione della sofferenza, ‘come un agnello che è portato al macello’, (Is. 53, 7). Gli aggressori che circondando e deridono Gesù riflettono la profezia biblica: ‘Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba, non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Is. 50,6).
In questa composizione ben bilanciata Preti coglie il momento del tormento utilizzando tonalità delicate e leggere avvolgendolo in una tranquilla aura priva della banale drammaticità tipica della maggior parte dei dipinti su questo tema. Le rapide pennellate rendono questo dipinto fresco e carico. È sicuramente un’opera di un forza particolare.
Edgar Vella
Mattia Preti, 1613-2013, Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013