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Titolo: Conversione di San Paolo |
| Anno: 1667 – 1668 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 338×220 | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: Co-Cattedrale di S. Giovanni |
Il dipinto è pala d’altare della cappella della Lingua di Francia nella Co-Cattedrale di San Giovanni a La Valletta. Cappella dedicata a San Paolo, protettore di Malta, assegnata alla Lingua di Francia che è la terza in ordine di anzianità dei Cavalieri Gerosolimitani. Rappresenta la conversione del Santo sulla via di Damasco folgorato e disarcionato dalla luce divina (At 9,3-4).
L’invenzione si basa sul confronto tra Saulo, caduto da cavallo, aiutato a rialzarsi da due uomini, e Cristo, apparso in cielo fra gli angeli. Fra loro i palafrenieri e i soldati.
È forse questo il momento di Preti più lontano da Caravaggio.
La Conversione di San Paolo di La Valletta, costituisce l’unico elemento originale della decorazione barocca della cappella in cui è esposta, perché questo luogo nell’Ottocento ha subito un radicale restauro.
La tela è ricordata espressamente da Bernardo De Dominici (1742-1745, III), biografo di Mattia Preti, ed è correttamente attribuita in un manoscritto del 1770 (Spike 1999) e nella guida di Ferres (1866).
Le ricerche documentarie di Spike (1979; 1999), hanno permesso di recuperarne la committenza. Infatti, lo studioso recupera un pagamento al pittore da parte dei Cavalieri della Lingua di Francia datato 12 febbraio nel 1668: i “commissaires” decidono di pagare con cento “pistolles” il “Chevalier Mathias” per la nuova pala e per altri interventi nell’abbellimento della cappella che, purtroppo, non viene meglio specificata. Sulla base di questo documento, Spike data la pala intorno al 1667 per lo stile che caratterizza le opere di Mattia Preti durante gli anni sessanta del Seicento (Spike 1999, pp. 18-19).
L’invenzione si basa sul confronto tra Saulo, caduto da cavallo, aiutato a rialzarsi da due uomini, e Cristo, apparso in cielo fra gli angeli. Fra loro i palafrenieri e i soldati.
È forse questo il momento di Preti più lontano da Caravaggio.
La Conversione di San Paolo di La Valletta, costituisce l’unico elemento originale della decorazione barocca della cappella in cui è esposta, perché questo luogo nell’Ottocento ha subito un radicale restauro.
La tela è ricordata espressamente da Bernardo De Dominici (1742-1745, III), biografo di Mattia Preti, ed è correttamente attribuita in un manoscritto del 1770 (Spike 1999) e nella guida di Ferres (1866).
Le ricerche documentarie di Spike (1979; 1999), hanno permesso di recuperarne la committenza. Infatti, lo studioso recupera un pagamento al pittore da parte dei Cavalieri della Lingua di Francia datato 12 febbraio nel 1668: i “commissaires” decidono di pagare con cento “pistolles” il “Chevalier Mathias” per la nuova pala e per altri interventi nell’abbellimento della cappella che, purtroppo, non viene meglio specificata. Sulla base di questo documento, Spike data la pala intorno al 1667 per lo stile che caratterizza le opere di Mattia Preti durante gli anni sessanta del Seicento (Spike 1999, pp. 18-19).
F.C.
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

