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Titolo: S. Giacomo che sconfigge i Mori a Claijo |
| Anno: 1662 – 1666 | |
| Tecnica: Olio su pietra | |
| Dimensioni: | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: Co-Cattedrale di S. Giovanni |
Non sono ancora stati rinvenuti documenti che consentano una datazione certa per le tele con San Giacomo, la Madonna del Pilar e il San Giacomo che sconfigge i mori a Clavijo realizzate da Preti per la Cappella della Lingua di Castiglia e Portogallo. Tuttavia è possibile legarne l’esecuzione ad alcuni documenti che ci informano che, nel maggio del 1662, i cavalieri della Lingua Castigliana deliberavano di rinnovare la loro cappella per renderla conforme a quella della Lingua d’Aragona, che era stata risistemata a partire dal 1658 (cfr. Spike 1999). Inoltre, nel 1663 si autorizzavano le spese per le dorature della cappella di San Giacomo: il che fa supporre che gli interventi decorativi, comprese le tele pretiane, dovevano essere ormai a buon punto (Spike 1979).
[…]
La lunetta con San Giacomo che sconfigge i mori a Clavijo celebra l’aspetto più tumultuoso del carattere di san Giacomo, che valse a lui e al fratello Giovanni il soprannome di Boanerghes, cioè “Figli del tuono”, nel Vangelo di Marco (3, 17): secondo una tradizione, intorno alla metà del IX secolo, nel pieno delle lotte per la Reconquista delle terre spagnole occupate dai mori, la sera prima dello scontro decisivo tra le due fazioni, san Giacomo sarebbe apparso in sogno a Ramiro delle Asturie per assicurargli il suo aiuto. Il giorno seguente, mentre gli eserciti nemici si scontravano nella località di Clavijo, san Giacomo apparve su un maestoso cavallo bianco, rincuorando le truppe cristiane spaventate dall’animosità dei mori, e orientando quindi le sorti della guerra. La lunetta insiste su un’iconografia meno diffusa di san Giacomo, quella che lo investe dello status di cavaliere impetuoso e inarrestabile contro gli infedeli, tanto da procurargli nella fantasia popolare spagnola il soprannome di Matamoros, cioè Ammazzamori: un aspetto, questo, che di certo risultava pienamente in linea anche con gli interessi propagandistici dell’Ordine di Malta, storicamente legato alla difesa dei luoghi cristiani in Terra Santa.
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La lunetta con San Giacomo che sconfigge i mori a Clavijo celebra l’aspetto più tumultuoso del carattere di san Giacomo, che valse a lui e al fratello Giovanni il soprannome di Boanerghes, cioè “Figli del tuono”, nel Vangelo di Marco (3, 17): secondo una tradizione, intorno alla metà del IX secolo, nel pieno delle lotte per la Reconquista delle terre spagnole occupate dai mori, la sera prima dello scontro decisivo tra le due fazioni, san Giacomo sarebbe apparso in sogno a Ramiro delle Asturie per assicurargli il suo aiuto. Il giorno seguente, mentre gli eserciti nemici si scontravano nella località di Clavijo, san Giacomo apparve su un maestoso cavallo bianco, rincuorando le truppe cristiane spaventate dall’animosità dei mori, e orientando quindi le sorti della guerra. La lunetta insiste su un’iconografia meno diffusa di san Giacomo, quella che lo investe dello status di cavaliere impetuoso e inarrestabile contro gli infedeli, tanto da procurargli nella fantasia popolare spagnola il soprannome di Matamoros, cioè Ammazzamori: un aspetto, questo, che di certo risultava pienamente in linea anche con gli interessi propagandistici dell’Ordine di Malta, storicamente legato alla difesa dei luoghi cristiani in Terra Santa.
S.S. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

