10 – Fuga da Troia

Fuga da Troia

 

Titolo: Fuga da Troia
Anno: 1635-1640
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  168×53
Città: Roma
Collocazione:  Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini
Secondo Spike (1989), che data la tela alla metà del quarto decennio, la Fuga è il primo ambizioso tentativo di Preti di allontanarsi dai modelli manfrediani del suo periodo giovanile, anche se non sono ancora percepibili le esperienze neovenete romane che saranno determinanti per tutta la sua produzione successiva.
[…] Preti si misura qui per la prima volta con una impegnativa pittura di storia in un ambiente aperto. La caratteristica più evidente e originale di questo dipinto è la struttura compositiva, solo in parte ripresa dal prototipo raffaellesco dell’Incendio di borgo e, in particolare, il senso di concitazione e movimento che il pittore ha saputo imprimere alla scena per rendere al massimo la drammaticità dell’avvenimento.
[…] Oltre a Valentin e Poussin, è possibile identificare in questo dipinto un significativo e riconoscibile influsso di Bernini, il quale era all’epoca l’artista più prestigioso e potente di Roma, prediletto dal papa Barberini, e punto di riferimento obbligato per un giovane provinciale di grandi speranze. È al Bernini scultore che si rivolge Preti per costruire il suo primo significativo capolavoro, la sua prima commissione importante. Il pittore non tiene conto tuttavia del gruppo marmoreo Borghese di analogo soggetto, evidentemente troppo statico e fermo […] ma guarda con attenzione alle sculture più dinamiche del giovane Bernini come dimostra la figura di Ascanio in corsa in primo piano, che sembra risentire della figura di Apollo dell’Apollo e Dafne (1624).
[…] La brillante gamma cromatica tutta impostata su colori primari, rivelata dal recente restauro – soprattutto l’azzurro del manto di Enea, il giallo della tunica e il bianco del panno che ricopre Ascanio – fanno pensare che l’incontro con Poussin e con l’ambiente neoveneto romano sia in realtà già avvenuto. Nessun influsso sembra invece presente della contemporanea pittura napoletana, fatto questo che conferma la prima formazione romana del pittore ed esclude il precoce e ipotetico soggiorno napoletano sulla via di Roma già messo in dubbio dalla critica più recente  (Spike 1989, p. 19).
Rossana Muzii – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999